L'eredità dissipata? Transizione e crisi nella gestione del patrimonio culturale italiano

Workshop 24 November 2005

La gestione del patrimonio culturale italiano sta conoscendo in questi mesi una transizione di estrema profondità e gravità . È chiaro che gli esiti di tale transizione modificheranno profondamente gli assetti che per oltre mezzo secolo, in coerenza con il dettato costituzionale, hanno garantito la tutela, la conservazione e la gestione del patrimonio archeologico e artistico. Non è altrettanto condiviso il punto di arrivo: molti segnali allarmanti rivelano che non solo un modello alternativo di gestione non è ancora stato pienamente identificato, ma che, a latere degli indirizzi dettati dal nuovo codice, non vi è accordo neppure sulle priorità e i criteri fondamentali di riferimento per orientare la riorganizzazione.
Esiste il concreto rischio che si possa dissipare un'eredità fatta non solo di monumenti e opere d'arte, ma anche di competenze e di istituzioni? Quali sono le linee evolutive più riconoscibili? Quali le priorità su cui concentrare l'attenzione? Quali le professionalità che ci si attende possano essere sviluppate? Attorno a questi temi graviterà il dialogo di alcuni protagonisti del dibattito contemporaneo.

 

Il workshop è organizzato in occasione dell'uscita per i tipi dell'Electa del libro di Salvatore Settis Battaglie senza eroi. I beni culturali tra istituzioni e profitto

 

Saluto e introduzione ai lavori
Stefano Baia Curioni, Direttore Cleacc-LS, Università Bocconi

 

Intervengono
Umberto Allemandi, Editore Allemandi
Carlo Bertelli, Storico dell'Arte
Rosanna Cappelli, Direttore mostre e musei di Electa
Carla Di Francesco, Direttore Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici
Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa

 

Modera
Riccardo Chiaberge, Il Sole 24 Ore